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Piazza dei Priori, Narni
Ore 05.25
Il grande orologio civico fu l’unico testimone dell’omicidio.
Dall’alto dalla sua torre pareva un secolare guardiano notturno che imperava maestoso sulla centrale Piazza dei Priori, anticamente chiamata Platea Major ed aveva da poco emesso cinque rintocchi gravi che ancora echeggiavano nel silenzio di una notte ormai giunta al chiaro.
Durante quel periodo avevano luogo i festeggiamenti in onore del Santo Giovenale, primo Vescovo e Patrono della città e notte e giorno sembravano fondersi l’una all’altro dal tanto ardore con cui centinaia di persone tiravano fino a tardi, di taverna in taverna, ebbri di buon vino e di baldoria.
Sembrava una piccola notte bianca che, dopo una breve pausa di normalità diurna, ritornava inesorabile e puntuale ogni sera, non appena calato il sole dall’altra parte della montagna. La lunga festa si prolungava per venti giorni dalla fine di Aprile fino alla seconda Domenica di Maggio di ogni anno.
Padre Gaetano Merisi, anziano parroco dalla robusta corporatura,
quel giorno salì affannosamente le ripide e strette
scale del campanile che sembravano non voler finire mai.
Giunto di fronte alla vetusta porta di legno messa a dimora
per proteggere la grande sala ingranaggi dell’orologio, estrasse una ingombrante chiave di ferro, la infilò
ansiosamente nella vecchia serratura irrigidita da un sottile
strato di ruggine, e, senza non poca fatica, l’aprì.
Dietro di lui, a grandi passi pesanti, sopraggiungeva una figura
goffa ma terribilmente spaventosa che con forte irruenza
bloccò il tentativo di padre Merisi di richiudere la porta
dietro di sé.
segue ...
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